COME LAVORO-Micaela Deguidi

COME LAVORO

Sport Mental Training


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Ti è mai capitato di prepararti al meglio per una competizione e ottenere un risultato ben al di sotto delle tue aspettative? E magari non capire bene perché? La preparazione fisica era ottima, mai perso un allenamento tecnico, niente “strapazzi” serali… ma cos’è successo?
 

Anche se potresti sentirti dire che, "se non è la tecnica o il fisico allora è la testa”, e farti prendere da questo dubbio di avere “qualcosa che non va” non ben identificato, in realtà la faccenda è molto più semplice di così: non ti sei allenato abbastanza bene, tutto qui.
 

Ovviamente non parlo di fisico e tecnica, ben preparati solitamente in un atleta, ma di tutta quella parte di te che influisce sulla prestazione ma non alleni con tecniche e metodologie adeguate per lo scopo.
 

Andresti a fare una maratona senza allenarti sulla strada, ma solo immaginandolo nella tua mente? Certo che no! La tua mancanza di preparazione fisica influirebbe sulla tua performance, e non in positivo… Allo stesso modo, vai alle competizioni preparando solo il fisico, senza allenare i pensieri e le emozioni nel modo più efficace per te in vista di quello specifico obiettivo che vuoi raggiungere? Non è una sorpresa se, quando per esempio l’obiettivo è importantissimo per te, la tua mente va in tilt e il tuo fisico sembra pesante come un macigno...

Invece è più che normale: se non affronti le tue paure e non alleni i tuoi pensieri nel modo più opportuno per il raggiungiemento di un fine specifico, è facile in certi momenti che le emozioni ti travolgano, ma evitare che succeda non è impossibile...

 

Il Mental Training è un percorso specifico e costruito su misura per raggiungere con efficacia un obiettivo e migliorare le performance. E’ svolto con un professionista che, in base alle caratteristiche del contesto e della persona, allena pensieri ed emozioni attraverso tecniche e strategie specifiche.
 

L’allenamento mentale, insieme a quello tecnico e a quello fisico, garantiscono la migliore performance possibile, perché tutte le risorse coinvolte nella prestazione vengono allenate insieme e al meglio per lo stesso scopo.
 
Ma il Mental Trainer è un motivatore?
Il Mental Trainer non è nè un motivatore nè uno psicoterapeuta.
Non è un motivatore perchè non si limita a stimolarti delle risorse o ad insegnarti delle tecniche, ma è anche preparato a facilitare e gestire il cambiamento che ciò comporta, e a fartelo "calzare" nel modo più efficace possibile, cioè con le minori resistenze per te.
Non è nemmeno uno psicoterapeuta perchè, pur essendo uno psicologo, il suo lavoro non è finalizzato all'analisi profonda delle problematiche personali, ma è quello di ottimizzare le risorse di un soggetto e favorire il percorso che permette di raggiungere un obietivo ben specifico, e migliorarne le performance.






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Coaching
         



In certi momenti della vita avremmo proprio bisogno di una bella “dritta”… Di solito sono quei momenti in cui ci rendiamo conto di dover cambiare qualcosa rispetto al solito, o non riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo, qualsiasi esso sia.

Abbiamo provato a pensarci, a parlarne con gli amici, ad informarci su internet, magari a fare un corso online, eppure non agiamo come dovremmo, complice anche la confusione mentale che ci fa pensare in un loop senza soluzione.
 

I problemi possono essere molti, ma in certi momenti sembriamo noi quelli che ci mettono i bastoni tra le ruote… E a volte è davvero così, spesso nemmeno ce ne rendiamo conto, addirittura ci auto-sabotiamo quando dovremmo essere i nostri migliori fans...Niente di grave comunque, non dobbiamo impressionarci perchè questa è una cosa che che bene o male accompagna la vita di tutti. Vorremmo cambiare ma allo stesso tempo temiamo il cambiamento e finiamo per ostacolarci nel cammino...Lo facciamo soprattutto per stare più tranquilli, per mantenere una situazione costante e sotto controllo, oppure perché in fondo in fondo non ci riteniamo all’altezza e quindi cerchiamo di evitare di metterci alla prova per timore di non riuscire… ma al di là dei motivi, quello che ci interessa è che certi sabotaggi vanno affrontati e superati, o si rischia di rimanere in stallo e insoddisfatti per parecchio. Come si può fare?
 

In alcuni momenti e in alcune situazioni della vita, per imparare e per riuscire ad agire qualcosa di nuovo abbiamo bisogno di un coach, uno specialista preparato a ridurre quegli ostacoli interni che impediscono il raggiungimento dei nostri obiettivi. Il coach lo fa attraverso il dialogo ed attraverso esercizi specifici mirati allo scopo, in modo da offrirci la visione di nuovi punti di vista e la consapevolezza di poter agire sulla situazione con le nostre risorse.
 

Il coach ha anche la capacità di individuare, nelle caratteristiche del contesto e della persona, quegli elementi su cui è necessario ed importante lavorare per evolvere, con le modalità e le tempistiche adeguate per lo scopo, così da sviluppare consapevolezza, responsabilità, fiducia e riuscire e proseguire nel modo migliore.
 

Il coach non dà soluzioni miracolose, né soluzioni fantastiche e poco realistiche. E’ colui che ci insegna, in modo pratico, a lavorare sulle nostre risorse attraverso gli esercizi più efficaci per lo scopo, evitando le resistenze al cambiamento e passando da una mente in loop ad una flessibile e adattabile che, sfida dopo sfida, impara a cavarsela sempre meglio.

Ma chi può essere interessato ad un percorso di coaching?
Tutte le persone che aspirano a realizzarsi nel lavoro e nella vita privata con benessere, a chi desidera ritrovare un equilibrio sano nell'uso delle proprie risorse e vivere bene il lavoro, le relazioni, gli affetti. Per esempio si può lavorare sulla capacità di definire e perseguire i propri obiettivi, sulla gestione più efficace delle emozioni, sulla flessibilità mentale ed emotiva che ci serve per gestire bene le relazioni, sul controllo dei pensieri che incide sulle nostre performance.

Che obiettivi è possibile raggiungere?
E' possibile migliorare il senso di benessere e di auto-efficacia, oppure imparare a gestire meglio le situazioni stressanti, si può imparare ad agire in modo più efficace per raggiungere i nostri obietivi, o imparare a lavorare sull'auto-realizzazione, sull'auto-motivazione, sulla cura di sè, perchè per vivere bene servono anche strategie mentali efficaci.


 

                                          
  Formazione esperienziale

 
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Ti sarà capitato, come me, di partecipare a tanti corsi di formazione, per necessità di lavoro o per conoscenza personale. E’ importante, sia per acquisire delle competenze di base, sia per specializzarsi, sia per sperimentare. Il mio è addirittura un obbligo professionale: rimanere aggiornato lo impone il mio codice deontologico di riferimento.
 

Ci sono corsi che mi hanno davvero ispirata, corsi che mi sono piaciuti, che mi hanno lasciato qualche nozione, qualche emozione anche, ma molti ho finito per dimenticarli in fretta. Magari ho tenuto le slide, gli appunti, pensando di andare a riprenderli di lì a poco, invece per la maggior parte stanno fermi immobili in libreria da anni…
 

Ho studiato molto questo aspetto all’università: un corso, per essere efficace e aiutarmi a migliorare la mia vita con informazioni e stimoli nuovi, deve rompere gli schemi mentali ed essere “attivo”.
 

Perchè, per semplificare, si può apprendere qualcosa di nuovo in due modi principali: mettendo dentro o tirando fuori. “Mettere dentro” significa principalmente fornire delle informazioni su un argomento che il soggetto ascolterà in modo relativamente passivo per poi farle proprie, se riesce, come per esempio una lezione frontale, magari con delle belle slide. “Tirare fuori” significa far fare ad un soggetto un'esperienza su un concetto, e solo successivamente fornire informazioni specifiche su quel concetto sperimentato. Quindi si impara prima dall’esperienza, e cioè in modo attivo.
 

Si possono utilizzare stimoli di qualsiasi tipo: giochi, simulazioni, attività sportive, qualsiasi cosa sia da stimolo e abbia un collegamento ben specifico con il concetto, che faccia fare un’esperienza al soggetto che gli permetterà di mettere in moto i propri meccanismi cognitivi ed emotivi e mettersi alla prova, sfruttando quel grande strumento di apprendimento che è il divertimento.
La fase successiva viene chiamata debriefing, e rappresenta il momento in cui si dà significato alle azioni, in cui acquisisco le nozioni di cui ho bisogno, ma ora sapendo dove collocarle e comprendendo il vero significato perché sperimentato, non ascoltato o guardato.
Gli studi scientifici ci dimostrano che la memoria è resa molto più efficace quando subentrano le emozioni, e questo perché siamo attivi, vigili, agiamo, siamo coinvolti, ci emozioniamo, e quindi ricordiamo meglio. E sarà più facile che, dopo il corso e tornati nella nostra realtà, mettiamo in moto un cambiamento perchè meno temuto, più fattibile nella realtà, già sperimentato in modo positivo.

 

Se poi il formatore è ben preparato, è capace di costruire percorsi ad hoc in grado di creare gli stimoli giusti per l’obiettivo formativo, se è capace di gestire con efficacia le emozioni che si condividividono durante i giochi, se è capace di gestire un ottimo debriefing, allora riuscire ad imparare ed agire in modo efficace diventa sorprendente, anche lì dove i nostri timori ce lo facevano sembrare quasi impossibile…giocando è più facile imparare.
 

E' per questo che creo percorsi di formazione esperienziale anche in ambito sportivo, soprattutto con gruppi giovanili: imparare a sperimentare e a condividere emozioni, e ad utilizzarle al meglio nella realtà del proprio sport, è uno degli strumenti più forti a disposizione di un atleta, e anche del suo allenatore …

Giocando si sperimenta, e se il gioco stimola nel modo corretto, si impara, si cresce, si migliorano le performance…